23
gen
10

Tele low cost: Cosina 200 mm f3,5

Cosina 200mm f3,5

Cosina 200mm f3,5

Su di un tele la luminosità fa decisamente gola. Se però il nostro budget non può consentirci un 300 mm oppure un 200  mm f.2,8 dobbiamo pensare low cost. Il meglio che si possa fare è dunque cercare tra le lenti del passato, usare un adattatore sulla nostra reflex digitale e provare come va. Certo bisogna sapere che si scende a compromessi, nel caso dei tele, anche pesantemente.

Innanzitutto eliminiamo la categoria degli zoom, i vecchi avevano un funzionamento diverso dagli attuali,  magari a pompa, pesanti, molto probabilmente hanno incamerato tanta polvere. Meglio rivolgere l’attenzione ad un focale fissa, di più facile costruzione, manutenzione e di più basso costo.

Il mio primo approccio al mondo degli obiettivi con attacco M42 l’ho fatta proprio con un tele, volevo appunto più luce e mi son detto: proviamo! Così cercando e ricercando mi sono aggiudicato per 10 euro e 50 centesimi questo vecchio Cosina 200mm f 3,5.

Non che mi aspettassi granché, l’obiettivo non è certo un canon serie L, ma può dare le sue soddisfazioni. E’ bene considerare però che si tratta di un obiettivo decisamente pesante, quando lo monto temo sempre di sbattere con la macchina e rovinare l’anello porta obiettivo, ma poi mi rendo conto che il peso è ben sostenuto dalla mia 400d.

BAR

BAR - foto con Cosina 200mm f3,5

Il vetro è piuttosto luminoso considerata la focale e da questo punto di vista dà il meglio di sé in condizioni di poca luce, in cui lavorando con il diaframma più aperto si riescono a fare foto altrimenti impossibili. In condizioni di luce diurna, invece, l’ottica denota una decisa morbidezza fino a f 5,6. Da 8 a 11 – come da prassi – l’obiettivo restituisce il miglior contrasto. Ovviamente non è per quest’ultimo uso che l’ho preso. Avere dietro un’ottica luminosa è utile specialmente se si vuol fare street photography in ore serali, quando il sole cala ma c’è ancora quel filo di luce per cogliere gli sguardi della gente che rientra in casa dal lavoro o i sorrisi dei bambini che rivedono i genitori la sera. Anche se la messa a fuoco manuale in questo caso costituisce un limite, la possibilità di scattare di nuovo la foto permette quasi sicuramente di trovare il giusto scatto.

Cosina 200mm f3,5

Cosina 200mm f3,5

Dotato di un proprio paraluce incorporato il Cosina 200mm f3,5 può essere un’ottica da considerare quando il budget è estremamente ridotto e si vuole provare il brivido di uno scatto con un’ottica abbastanza luminosa. Non ha però le caratteristiche di un compagno di viaggio ideale: il bokeh è di scarsa qualità, la messa a fuoco è ovviamente manuale, il peso è importante. Per fotografare il cielo di notte, però, potrebbe essere un discreto compagno. Ovviamente non si potrà prendere una luna tonda e piena, ma cogliere molte stelle con un tempo di esposizione lungo e su di uno (stabile) cavalletto, quello sì: basta sapersi accontentare. Alla prossima.

15
gen
10

Super Paragon 135 mm f2.8 – Davvero Super!

Super Paragon 135mm f2.8

Super Paragon 135mm f2.8

E’ stato un acquisto d’impulso. Avevo bisogno di un 135 mm luminoso, da poter usare per i ritratti sulla macchina analogica e come tele sulla digitale. L’ho seguito una settimana circa, in asta eravamo io e un altro pretendente. Alla fine me lo sono aggiudicato: 12 euro + le spese di spedizione dall’Inghilterra.

Il Super Paragon 135 f.28 è un obiettivo con attacco a vite M42 davvero interessante, l’esemplare in mio possesso è immacolato, sembra appena uscito dalla fabbrica con l’adesivo JCII PASSED intonso, segno di scarso uso dei precedenti possessori.

Eppure è una lente molto versatile, luminosa per le riprese con poca luce e capace di  un bel bokeh. La messa a fuoco è facile facile, molto ben controllabile, nonostante sia ovviamente manuale. Sul digitale i riflessi sembrano ben controllati e non c’è vignettatura ovviamente, anche grazie alla focale.  Costruita in metallo come si usava negli anni passati, è dotata di paraluce integrato. Credo che l’obiettivo in mio possesso risalga ai prima anni 80 o ultimi 70, dato lo stato di conservazione. Finché non prenderò un nuovo zoom tele, lo terrò fisso nella borsa da viaggio, pronto all’uso.

Super Paragon 135mm f2.8

Spartito - con Super Paragon 135mm f2.8

Vista la bontà della lente, vale la pena facilitare la ricerca di chi voglia saperne di più con le info che ho raccolto in rete sulle ottiche marchiate “SuperParagon”.

Il marchio Super Paragon sembra un anagramma di Panagor (che usa pure la stessa sigla PMC sulle proprie lenti). Probabilmente si tratta di una famiglia di ottiche vendute sotto vari marchi (come Chinon o Hanimex) realizzate dall’azienda ottica Cima Kogaku. La costruzione è infatti molto simile con obiettivi con le stesse caratteristiche che le case prima citate hanno, o meglio avevano, in produzione.  Sulla Cima Kogaku, detta anche CimKo, si riesce a trovare poco in rete. Da quello che ho capito si tratta di un’azienda specializzata in costruzioni ottiche. Potrei sbagliarmi, ma in qualche modo mi pare anche essere legata anche alla Topcon (Tokio Kogaku), altra poco nota al pubblico società di cui sarebbe interessante conoscere la storia. Tanto per dire qualcosa al riguardo: Topcon ha costruito la prima reflex nel 1957 (prima di Canon e Nikon) oppure ha costruito nel 1963 la prima SLR con esposimetro TTL (prima di Pentax e di Nikon).

Insomma, dietro queste ottiche oggi da pochi euro, spesso c’è parte della storia della fotografia e aziende che sapevano come lavorare, anche quando producevano lenti economiche.

Sotto qualche scatto effettuato ad un concerto. A presto.

Super Paragon 135mm f2.8Super Paragon 135mm f2.8Super Paragon 135mm f2.8

18
dic
09

Tamron 28mm f.2.8 M42: un occhio di riguardo

Tamron 28mm f2.8

Tamron 28mm f2.8

Cominciamo la rassegna delle ottiche M42 che ho avuto modo di provare con questo Tamron. E’ stato il primo obiettivo con attacco M42 che ho acquistato e l’ho fatto d’impulso. Avevo già questa focale coperta dal 18-55 EF-S standard, ma non ero contento della luminosità né dalla anonima resa dei colori. Così, per curiosità, ho fatto un’asta e l’ho vinta. Ho scelto questo Tamron dopo aver letto una recensione in rete in cui se ne parlava piuttosto bene.

Ho trovato un’ottica assolutamente interessante e di cui non potrei più fare a meno. Molto nitida anche alla massima apertura, dà uno speciale calore alle foto che spesso acquistano una particolare, in modo particolare se si fotografa con molta luce ed il diaframma tutto aperto. Le immagini appaiono quasi “plasticose”, con cromatismi accesi ma ben controllati. Cosa molto importante, poi, è la possibilità di una messa a fuoco già da poche decine di centimetri che strizza l’occhio a qualche macro d’effetto. Le prestazioni sono paragonabili  a quella del Canon EF 50mm F.1.8 II, almeno in termini di nitidezza e versatilità.

Tamron 28mm f2.8

Tamron 28mm f2.8

Da un punto di vista estetico, l’obiettivo ha il fascino dell’età: completamente privo di plastica, ha un peso che si fa sentire abbastanza, ma non tanto da impedire di usarlo fuori da casa. Usato in manuale, con anello adattatore, si perdono tutti gli automatismi, ma la mia Canon 400d riesce a conservare cmq una certa precisione nella scelta del tempo se usata in Program. Altrimenti tutto in manuale (preferisco). L’obiettivo mi pare abbastanza difficile da trovare, se non sbaglio è stato prodotto tra la fine degli anni 60 ed i primi degli anni 70 e non si deve confondere con il Tamron 28mm f2.5 si cui ho visto recensioni contrastanti. Usato sulla digitale equivale a circa un 45mm, praticamente la lente perfetta da portare tutti i giorni.

Foto con Tamron 28mm f2.8

Tamron 28mm f2.8 (effetto Lomo in postproduzione)

Fotografare con il Tamron 28mm f2.8 riserva un particolare piacere, si ha l’impressione di poter esprimere davvero un proprio punto di vista rispetto alle immagini, non solo guardare, ma partecipare. Quando scelgo di usare il Tamron  è perché voglio dire davvero la mia con quell’inquadratura, con quella originale saturazione dei colori, con la nitidezza ed il calore che quest’ottica sa conferire. Il mondo mi appare più bello o forse, solo più simile ad un cartoon. A presto.

20
nov
09

Buoni obiettivi a prezzi convenienti? Si, M42

Parlando della scelta della macchina fotografica mi sono soffermato poco su uno dei motivi per cui la Canon si rivela una decisione buona anche per chi vuole andare nella direzione del low cost.

Le Canon sono infatti compatibili con i vecchi obiettivi con attacco a vite (detti anche M42). Tramite un adattatore del costo di pochi euro si possono così recuperare obiettivi che sul mercato sono ormai deprezzati pur essendo delle ottiche valide. Spesso anche notevolmente migliori degli attuali obiettivi di fascia entry level.

Con Cosina 200mm f3.5

Ci sono però dei limiti. Il primo – importantissimo – è che possiamo dimenticarci l’autofocus. Non è cosa da poco, sia per la pigrizia e scarsa esperienza che ormai mediamente il fotografo improvvisato ha, sia perché col digitale la messa a fuoco si complica. E’ necessario un mirino abbastanza luminoso o almeno il live view (anche se non sono certo che funzioni su ottiche non AF) oppure un’ottica appunto luminosa sufficientemente da poter consentire la messa a fuoco. Inoltre con obiettivi di focale media e lunga l’impresa si complica per il peso – si tratta di obiettivi di metallo – e per l’ingrandimento.

Eppure si possono fare dei veri affari oppure – come nel mio caso – degli acquisti davvero interessanti. Il mio parco ottiche M42 fino ad ora conta un 28mm f2.8 (Tamron), un appena acquistato 135 mm f2.8 (Super Paragon) e un 200 mm f3.5 (Cosina). Costo medio? 12 euro per ognuno…

Dedicherò un post per ciascuno. Come vedete si tratta di ottiche luminose anche se non eccellenti, ma in grado di dare delle grandissime soddisfazioni.

Il Tamron 28mm (croppato a 1.6) diventa un 44.8 mm su DSLR Canon consente una visuale molto simile a quella dell’occhio e restituisce una luce speciale, satura e tersa contemporaneamente.

Con Super Paragpn 135mm f2.7

Il Super Paragon 135 mm diventa un fantastico 216mm su DSLR Canon, ottimo per i ritratti ed i primissimi piani. Luminoso permette una veloce messa a fuoco anche se bisogna fare attenzione all’esposizione. Valido anche per la street photography.

Il Cosina 200 mm, che risulta un mostruoso 320mm su DSLR Canon, è eccezionalmente luminoso ma necessità di molta attenzione e di una buona base di appoggio.

Infine due parole sull’adattatore. In commercio ce ne sono di due tipi: solo metallici e con segnalazione della messa a fuoco. Quelli metallici (disponibili in argento o nero, preferibili in quest’ultimo colore per evitare riflessi interni alle ottiche) sono i più a buon mercato (circa 10 euro). Di fatto sono degli anelli che permettono di adattare la filettatura per EOS a quella a vite ed inoltre tengono premuto la leva del diaframma dei vecchi obiettivi (anche gli auto) lasciando poi regolare il diaframma dalla ghiera posta sull’obiettivo stesso. Consentono la messa a fuoco all’infinito. Una volta montati la macchina non riconosce l’ottica e appare sul display “F0″. Si mantiene generalmente l’esposizione automatica, tanto che si riesce anche a scattare in Program e TV pur se personalmente preferisco andare tutto in manuale.

Con Tamron 28mm f2.8

L’altro tipo di adattatore (che non posseggo) ha in più un chip che consente di passare alla macchina le informazioni sulla corretta messa a fuoco, facendo così visualizzare nel mirino i puntini rossi e segnalandolo anche acusticamente. Mi attira molto, se non fosse per il prezzo, attorno ai 50 euro che al momento mi pare davvero elevato per un prodotto del genere.

Le possibilità di imparare a modulare la luce ed i dettagli dello scatto, con questo tipo di ottiche sono grandissime e la soddisfazione per i risulati ottenuti è sempre alta. Il digitale, paradossalmente, evidenzia tutte le proprie possibilità proprio con questi vecchi obiettivi. A presto.

30
ott
09

Canon 38-76: un’ottica low cost

I più addentro alla fotografia storceranno il naso, lo so. Ma a me piace essere pratico. Con l’acquisto della mia DSLR ho ereditato le ottiche che avevo sulla cara vecchia analogica (Canon Eos 3000). Si tratta di un obiettivo poco fortunato e poco noto ai più: il 38-76 f4,5-5,6, avuto in dotazione con la 3000, e poi del Tamron 80-210 f4,5-5,6 regalatomi assieme alla stessa macchina.

38-76 mm - Ad un matrimonio

Piccola parentesi la Eos 3000 fu un regalo di laurea di quella che era la mia fidanzata – oggi mia moglie. Se avesse saputo che avrebbe fomentato questa passione forse avrebbe scelto un orologio…

Amarcord a parte parliamo del canon.

Si presenta con una forma abbastanza compatta, decisamente plasticosa, ma col grande pregio di essere leggero. Su una DLSR con crop 1.6x come le Canon equivale ad una “strana focale”  in pratica un 60-121…mai sentita. C’è da chiedersi cosa avessero in mente in Canon quando hanno sfornato questa lunghezza…Figuriamoci oggi su una DSLR, peraltro si tratta di una “budget lens” non pensata minimamente per le digitali…

Appena comprata la 400D, dopo le prime prove, ho abbandonato quest’ottica. Il 18-55 mi soddisfaceva ed aveva la sua versatilità, essendo anche più luminoso. Da qualche tempo, però, ho riconsiderato quest’obiettivo.

1) Leggero e abbastanza resistente

2) Adatto per i ritratti, specialmente diaframmando tra f8 e f11

3) La scarsa luminosità – che si fa sentire pesantemente la sera – viene ovviamente annullata usando il flash, dunque mi è capitato di portarmelo dietro ed usarlo in feste varie ed anche per inseguire i bambini.

38-76 mm - DettagliIn sintesi: Mi ritrovo tra le mani un obiettivo con focali medio tele  da usare per ritratti o per dettagli. Un uso dunque abbastanza specialistico, ma che dà però le sue soddisfazioni.

I limiti fisici dell’ottica economica  poi vengono in parte superati dal fatto che – montata su digitale - il fattore di moltiplicazione di 1,6 permette di sfruttare solo la parte centrale dell’obiettivo, proprio quella migliore e priva di difetti. Questo supera di fatto sia i limiti di distorsione che le aberrazioni cromatiche di cui si trova traccia nell’utilizzo full frame di quest’ottica. A presto.

06
ott
09

Canon 400d: una scelta low cost di alto rendimento

Gatto fotografato con Tamron 70-210 a Rocca di Mezzo

Gatto fotografato con Tamron 70-210 a Rocca di Mezzo

Cominciamo dal corpo macchina. L’avrete già sentito, più che nella fotografia analogica nel digitale è fondamentale il corpo macchina. Con l’analogico puoi accontentarti di un meccanismo che ti consenta di impressionare la pellicola, tanto buona parte del risultato dipende dalla velocità e dalla qualità di quest’ultima. Nel digitale no, la pellicola non c’è! La sensibilità è nella macchina stessa. E non parlo solo della sensibilità mascolinamente definita “numero di pixel”, ma anche della velocità, cioè del numero degli iso. Modulando questo valore si riesce ad andare incontro alla luce, a coglierla anche quando si nasconde. Il resto della riuscita della foto poi sta nell’obiettivo usato, ma ne parleremo in separata sede. E ovviamente poi bisogna lavorare di diaframma e tempo di esposizione e soprattutto nell’occhio, per fare un bello scatto, ma questo è chiaro.

La Canon 400d costituiva, nel momento in cui l’ho presa, un modello appena superato dalla 450d.

Ambulante sulla spiaggia di Donoratico

Ambulante sulla spiaggia di Donoratico con Canon 18-55

Era giunto il momento di prenderla essendo stata riposizionata in una fascia più bassa! Non vi parlerò delle sue caratteristiche, cercatele sul web se siete curiosi. I suoi 10 Megapixel erano più che sufficienti per le mie ambizioni (vi assicuro che la stampa fino ad A3 è assolutamente di ottimo livello), così come il sistema autofocus, il sistema di pulizia del sensione, la sensibilità che fino a 800 ISO è assolutamente di buon livello (e anche a 1600 regge discretamente) e soprattutto la possibilità di riutilizzare le due ottiche che avevo sull’analogica (il canon 38-76 e il tamron 70-210) sono stati gli elementi decisivi.

Il concetto è: se siete alle prime armi, avvicinatevi con i giusti mezzi alla fotografia! Inutile prendere una Ferrari e metterci su delle ruote da Maggiolone, no? In questo caso, inutile per me prendere un corpo macchina di alto livello (e costo) per poi metterci su le ottiche che avevo in precedenza, le quali già non propriamente al top oltre che nate per l’analogico, portate sul digitale avrebbero mostrato tutti i loro limiti con un sensore più elevato! Perchè farmi del male da solo?

Il primo segreto della fotografia Low Cost è sapere ciò che si vuole e, in pratica, conoscere i propri limiti. Si avrà tempo e (si spera) soldi per superarli poi!

Il digitale, infatti, aiuta chi vuole coltivare questa passione a patto che non ci si faccia prendere dalla fregola dell’acquisto compulsivo di materiale elettronico! Coltiviamo l’occhio, affiniamo la tecnica, saliamo di gradino in gradino nella nostra passione. Oggi abbiamo la possibilità di effettuare migliaia di scatti, la nostra velocità di apprendimento è potenzialmente decine di volte superiore a quella di un neofita di 20 anni fa: ma diamoci il giusto tempo. A presto

06
ott
09

Perchè Canon – questioni di filosofia

Zeiss Ikon 510/2 - Voigtländer Perkeo I - Bencini Comet Film 127

Zeiss Ikon 510/2 - Voigtländer Perkeo I - Bencini Comet Film 127

Vi avranno forse detto: il mondo si divide in Canoniani e Nikonisti. Ma il mondo è bello perché è vario! Dunque la scelta, lo sapete, è molto più ampia. Ma se si pensa in ottica low cost, beh la scelta mi pare obbligata. Prima di parlare delle due acerrime rivali, vediamo velocemente le altre contendenti al trono.

Sony: si tratta di macchine di ottimo livello tecnico, qualità elevata che si fa pagare profumatamente. E poi ti trovi sempre in mano una Sony…con tanto di ottiche Carl Zeiss, ma il fascino del fotografo dov’è? E soprattutto a che prezzo? Poco appealing per chi è un amatore, non economico per un fotografo principiante, la Sony è per intenditori raffinati e per sprovveduti ben forniti di denaro contante…

Olympus: per me è un mistero. Tradizione di grande rispetto, a mio avviso particolarmente nella meccanica più che nell’elettronica. Il passaggio al digitale è stata una scelta azzeccata da un punto di vista commerciale nei limiti di un ristretto gruppo di (nostalgici) appassionati che ha ritrovato la propria casa beniamina nel mondo del digitale.

Pentax: grande marchio, ottime macchine e ottiche di tutto rispetto, ma tutto troppo troppo costoso. Il problema di Pentax è che non c’è la via di mezzo che altre case invece offrono. Ma se si punta al top, forse, Pentax è la scelta giusta, senza andare sulle ottiche più costose delle altre case.

Sigma: la tecnica a caro prezzo. Ragazzi la Sigma ha un sensore raffinatissimo che le nostre Canon e Nikon (ancora) non hanno. Ne parleremo un giorno, magari. Ma monta le ottiche Sigma e non costa poco. Qui è roba da tecnofan della fotografia. Da provare, ad averci i soldi, ma è per un livello avanzato di passione.

Siamo giunti al dunque, infatti non mi va di parlare di esperimenti di altri produttori di sedicenti DSLR.

Canon o Nikon: questo è il problema! Nessun problema, stiamo parlando del top in termini di rapporto qualità prezzo nella fascia medio-bassa. Con – a mio avviso – un leggero prevalere di Nikon.  E allora perché Canon, direte? Qui parliamo di fotografia low cost e 20 anni di ottiche compatibili sono il motivo per cui non si può – a mio avviso – che andare su Canon.

Non voglio fare pubblicità, sia ben chiaro. Il mio punto di vista è personale e guidato dalla necessità di prima dover (e poi voler) coltivare una passione senza spendere un patrimonio.  Con la serie EOS di Canon è possibile montare ottiche anche di 20 anni fa sulla propria reflex digitale! Significa, in pratica, ampio accesso al mercato dell’usato, possibilità – come nel mio caso – di riutilizzare ottiche già usate in analogico, possibilità di scambiare facilmente le ottiche tra amici/parenti e affini. Vantaggi concreti se si ragiona in ottica low cost. A presto

02
ott
09

Un Corredo Low Cost

Camera detail (c) Davide Pisano

Camera detail (c) Davide Pisano

Tanto per cominciare diciamo chi sono: ovvero il mio corredo. Fotografo della domenica (e del sabato) nel vero senso della parola, mi accontento di quello che ho. Con la concezione artigianale della fotografia, con la passione per il particolare o per l’angolo di visuale insolito e rivelatore. Mi accontento di quello che ho e cioè una Canon 400d, un Canon 50mm/f 1.8; un vecchio Canon 38-76 (l’originale della mia analogica Canon 3000); un Tamron 80-210 di concezione analogica pure quello. Naturalmente non manca il plasticotto, rigorosamente no IS. E poi poi beh poi un simpatico Tamron 28mm f 2.8 che monto con l’adattatore innesto a vite (M42). Favoloso, mi piace un sacco la luce che dà. Ancora di M42 ho un vecchio Cosina 200mm f3.5 preso su Ebay, abbastanza luminoso, ma difficile (oltre che pesante) da usare. E poi non mancano anelli invertitori (52; 58 e raccordo 52-58) oltre che lenti addizionali di eredità paterna (nel senso che le usava mio padre 20 anni fa e più). Che altro? Ah, acquisto recente di cui parlerò: il flash. Rigorosamente Low Cost: Nissin Speedlite Di 622. Vi posto l’url perché in Italia se ne parla poco invece merita http://www.nissindigital.com/en/Di622.html.  A presto.

28
set
09

Benvenuti sul blog

Da sempre ho una passione per la fotografia. Queste pagine sono una riflessione personale sulla fotografia e soprattutto un modo per condividere esperimenti e i vari passi in questa bellissima arte. Arte che però interpreto ponendomi dei limiti di budget. Ecco perché sentirete spessissimo ricorrere i termini low cost.

Grazie per la visita!