Parlando della scelta della macchina fotografica mi sono soffermato poco su uno dei motivi per cui la Canon si rivela una decisione buona anche per chi vuole andare nella direzione del low cost.
Le Canon sono infatti compatibili con i vecchi obiettivi con attacco a vite (detti anche M42). Tramite un adattatore del costo di pochi euro si possono così recuperare obiettivi che sul mercato sono ormai deprezzati pur essendo delle ottiche valide. Spesso anche notevolmente migliori degli attuali obiettivi di fascia entry level.

Con Cosina 200mm f3.5
Ci sono però dei limiti. Il primo – importantissimo – è che possiamo dimenticarci l’autofocus. Non è cosa da poco, sia per la pigrizia e scarsa esperienza che ormai mediamente il fotografo improvvisato ha, sia perché col digitale la messa a fuoco si complica. E’ necessario un mirino abbastanza luminoso o almeno il live view (anche se non sono certo che funzioni su ottiche non AF) oppure un’ottica appunto luminosa sufficientemente da poter consentire la messa a fuoco. Inoltre con obiettivi di focale media e lunga l’impresa si complica per il peso – si tratta di obiettivi di metallo – e per l’ingrandimento.
Eppure si possono fare dei veri affari oppure – come nel mio caso – degli acquisti davvero interessanti. Il mio parco ottiche M42 fino ad ora conta un 28mm f2.8 (Tamron), un appena acquistato 135 mm f2.8 (Super Paragon) e un 200 mm f3.5 (Cosina). Costo medio? 12 euro per ognuno…
Dedicherò un post per ciascuno. Come vedete si tratta di ottiche luminose anche se non eccellenti, ma in grado di dare delle grandissime soddisfazioni.
Il Tamron 28mm (croppato a 1.6) diventa un 44.8 mm su DSLR Canon consente una visuale molto simile a quella dell’occhio e restituisce una luce speciale, satura e tersa contemporaneamente.

Con Super Paragpn 135mm f2.7
Il Super Paragon 135 mm diventa un fantastico 216mm su DSLR Canon, ottimo per i ritratti ed i primissimi piani. Luminoso permette una veloce messa a fuoco anche se bisogna fare attenzione all’esposizione. Valido anche per la street photography.
Il Cosina 200 mm, che risulta un mostruoso 320mm su DSLR Canon, è eccezionalmente luminoso ma necessità di molta attenzione e di una buona base di appoggio.
Infine due parole sull’adattatore. In commercio ce ne sono di due tipi: solo metallici e con segnalazione della messa a fuoco. Quelli metallici (disponibili in argento o nero, preferibili in quest’ultimo colore per evitare riflessi interni alle ottiche) sono i più a buon mercato (circa 10 euro). Di fatto sono degli anelli che permettono di adattare la filettatura per EOS a quella a vite ed inoltre tengono premuto la leva del diaframma dei vecchi obiettivi (anche gli auto) lasciando poi regolare il diaframma dalla ghiera posta sull’obiettivo stesso. Consentono la messa a fuoco all’infinito. Una volta montati la macchina non riconosce l’ottica e appare sul display “F0″. Si mantiene generalmente l’esposizione automatica, tanto che si riesce anche a scattare in Program e TV pur se personalmente preferisco andare tutto in manuale.

Con Tamron 28mm f2.8
L’altro tipo di adattatore (che non posseggo) ha in più un chip che consente di passare alla macchina le informazioni sulla corretta messa a fuoco, facendo così visualizzare nel mirino i puntini rossi e segnalandolo anche acusticamente. Mi attira molto, se non fosse per il prezzo, attorno ai 50 euro che al momento mi pare davvero elevato per un prodotto del genere.
Le possibilità di imparare a modulare la luce ed i dettagli dello scatto, con questo tipo di ottiche sono grandissime e la soddisfazione per i risulati ottenuti è sempre alta. Il digitale, paradossalmente, evidenzia tutte le proprie possibilità proprio con questi vecchi obiettivi. A presto.